Discussione:
Lode all'imperatore Aureliano!
(troppo vecchio per rispondere)
Ukar
2016-12-24 13:45:57 UTC
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Si festeggia domani il:
"Dies Natalis Solis Invicti "
festività che l'imperatore romano Aureliano (214-275) inventò nel 274,
giusto appena dopo aver riunificato l'impero romano stabilendo
contemporaneamente che il primo giorno della settimana venisse
chiamato "dies solis"
Oggi si celebra in tal data la presunta nascita di Gesù Cristo perché,
oltre 100 anni dopo, nel 383, l'imperatore Teodosio che impose il
cristianesimo come unica religione di Stato, ne cambiò il nome in
"dies dominiscus", l'attuale domenica e la festività del 25 dicembre
venne definitivamente plagiata dai cristiani.
Auguri a tutti comunque!


Ukar
Arduino
2016-12-25 22:57:30 UTC
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Post by Ukar
"Dies Natalis Solis Invicti "
Nonostante non si conoscesse con esattezza la data, il 25 dicembre fu
sempre una delle date ipotizzate. E comunque dai rotoli del mar morto si è
riusciti a dedurre che davvero Gesù è nato nel periodo di fine autunno.
--
Arduino d'Ivrea
Ukar
2016-12-26 08:03:58 UTC
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On Sun, 25 Dec 2016 22:57:30 GMT, "Arduino"
Post by Arduino
Post by Ukar
"Dies Natalis Solis Invicti "
Nonostante non si conoscesse con esattezza la data, il 25 dicembre fu
sempre una delle date ipotizzate. E comunque dai rotoli del mar morto si è
riusciti a dedurre che davvero Gesù è nato nel periodo di fine autunno.
Resta ancora da stabilire l'anno (Erode, se il mitico Gesù Cristo
fosse nato 2016 anni fa, era già morto e sepolto all'epoca della sua
nascità). In ogni caso nulla di nuovo sotto il sole.
I fenomeni astronomici importanti come solstizi ed equinozi, sia
invernali che primaverili, sono stati dal cristianesimo mutuati dalle
preesistenti religioni che, a loro volta, li copiarono da culti
antecedenti, per attribuirvi eventi legati al loro Superceleste eroe
di turno.
Nihil novum sub soli, ma la semplice rimasticatura di istintuali miti
religiosi.
Amen


Ukar
Arduino
2016-12-26 13:38:36 UTC
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Post by Ukar
Resta ancora da stabilire l'anno (Erode,
LA STELLA CHE ANNUNCIO’ IL MESSIA
Nel loro lento muoversi nel cielo, periodicamente i pianeti veloci
sorpassano i più lenti.
Astronomicamente tale evento è chiamato congiunzione. Queste avvengono in
periodi di anni o mesi fissi, prevedibili anche dagli antichi astronomi.
Dato che allora l’Astronomia e l’Astrologia non erano distinte, costoro
erano usi trarre da esse previsioni fauste o infauste a seconda dei pianeti
coinvolti, come tuttora fanno gli astrologi.
In quest'ambito una particolare importanza rivestivano le congiunzioni
Giove-Saturno, perché erano le più rare e per certe loro peculiarità, come
ad esempio il fatto che nella loro ripetitività pressoché ventennale, per
dodici volte cadevano entro tre segni zodiacali, per poi passare dopo 240
anni nei tre segni successivi, dove ripetevano le loro congiunzioni per un
identico periodo, completando in poco più di 960 anni il giro dello
Zodiaco.
Molto raramente e in modo difficilmente prevedibile dagli antichi, può
accadere che, causa il moto orbitale della Terra, in apparenza il pianeta
che ha sorpassato un altro torni indietro poco dopo aver compiuto la
congiunzione, -movimento che, invece, gli antichi attribuivano ai pianeti
stessi che secondo le loro teorie astronomiche compivano evoluzioni che
avevano denominato emicicli- creando una seconda congiunzione, per poi
sorpassare definitivamente.
Oppure il pianeta sorpassato, sorpassa a sua volta, per poi essere
definitivamente raggiunto, quindi definitivamente superato.
Questi ultimi fenomeni, definiti triple congiunzioni, avvengono a distanza
di lunghi periodi, e nell’antichità veniva dato loro un alto valore
simbolico.
Inutile aggiungere che nel caso la doppia o triplice congiunzione
riguardasse Giove e Saturno, il valore attribuito era ancora maggiore,
soprattutto se la congiunzione era tripla, perché in questi casi si
svolgeva in un periodo di circa nove mesi:
il tempo di gestazione di una donna.
Il 23 Marzo del 7 a.C. si verificò una congiunzione Giove -Saturno ma, ad
un certo punto, parve che Giove stesse tornando indietro, facendo prevedere
una seconda congiunzione che si verificò infatti il 3 Ottobre.
Per gli astronomi babilonesi, ma in sostanza di tutto l'Oriente perché da
quella babilonese erano derivate tutte le astronomie orientali, questo
evento doveva quindi avere grande significato simbolico. Siamo in grado di
conoscere quale? La risposta è si.
Innanzitutto, per i Babilonesi, Giove (Marduk) oltre ad essere il
protettore della Mesopotamia era anche il re degli dei, il simbolo del
potere.
Saturno (Kewan) era, invece, il protettore di Israele.
Inoltre, i Babilonesi avevano suddiviso anche il cielo nelle terre da loro
conosciute.
La costellazione dei Pesci, in cui avveniva l'evento, rappresentava
anch’essa Israele.
Non solo: anche il Sole si accingeva ad entrare nella costellazione dei
Pesci, dando inizio all'era che sta per terminare adesso.
Pertanto, per gli astronomi di tutto il Medio Oriente quell'avvenimento non
poteva avere un significato dubbio. No, per loro il significato era chiaro
ed inequivocabile. In Israele era stato generato un grande re che avrebbe
avuto un peso determinante nella storia dei successivi millenni. Infatti,
anche se sembrerebbe impossibile, come vedremo nel testo, alcuni di quegli
astronomi riuscirono ad individuare Gesù.
Anche in Israele l'evento era seguito con apprensione e speranza, e non
solo perché essendo stati deportati in Babilonia nel 587 a.C., gli Ebrei
avevano avuto modo di visitare il centro astronomico di Sippar e di
conoscere l'astronomia babilonese.
In ebraico Giove si Chiama Tzedek, che significa Giustizia, e Saturno è
chiamato Shabatai, Giorno del Signore. Pertanto, ogni volta che si
verificava una congiunzione, quel giorno veniva chiamato: "Giorno della
Giustizia del Signore".
Ma quando la congiunzione era tripla, con una durata di circa nove mesi, si
aveva “l'Anno della Giustizia del Signore.”
Ma c'erano altri due importantissimi fattori da tenere in considerazione:
stava per scadere un "tempo e mezzo" (540 anni) dall'Editto di
Riedificazione del Tempio. Le profezie di Daniele indicavano in tale
scadenza l'apparizione del Messia.
Inoltre, era da 973 anni che non si verificava una triplice congiunzione
nella costellazione dei Pesci.
Nella storia di Israele era avvenuta una sola volta, nel 980 a.C., quando
regnava Davide. Ed il Messia doveva essere un discendente della stirpe di
Davide che tramite esso sarebbe tornata per sempre a regnare su Israele.
Pertanto, nel 7 avanti Cristo, mentre i dotti delle vicine Nazioni
prevedevano la nascita di un grande re in Israele, i dotti israeliani
prevedevano la nascita del Messia, il re dei re, il liberatore inviato da
Dio.
A questo punto qualcuno si domanderà cosa c'entri Cristo con questo evento
accaduto nel 7 a.C.
Ebbene, causa un errore di Dionigi il piccolo, il nostro computo degli anni
dalla nascita di Cristo è impreciso. Erode è morto nel 4 a.C., pertanto la
nascita di Gesù deve essere avvenuta due o tre anni prima. Due anni e pochi
giorni ci portano alla data citata.
Un’ altra domanda, altrettanto legittima, è come si possa essere giunti ad
attribuire la qualifica di Messia al figlio di un umile falegname. Ebbene:
molte volte ci si dimentica che Giuseppe era legittimo discendente di
Davide e che il cugino della sua fidanzata Miryam, era Zaccaria, un
sacerdote del tempio, quindi a conoscenza del significato simbolico di
quegli eventi ritenuti prodigiosi.
Un’altra profezia di Isaia prevedeva che il Messia sarebbe nato a Betlemme.
Quasi per una strana coincidenza, che però non sarebbe assolutamente strana
se non si trattasse di una coincidenza, la notte fra il 4 e il 5 Dicembre,
Giuseppe si trovava a Betlemme con la moglie incinta.
Qui, ella partorì, mentre ormai bassa all'orizzonte, si compiva la terza
congiunzione.
--
Arduino d'Ivrea
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