Discussione:
L'usanza di festeggiare natale e fine anno in questo periodo è una regola pratica e non teologica
(troppo vecchio per rispondere)
ivrag
2016-12-28 14:53:48 UTC
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Raw Message
È dovuta la fatto che in questo periodo, soprattutto alle grandi
latitudini del nord, le giornate erano e sono anche oggi cortissime e
fredde.
Quindi visto che faceva buio presto e non esistevano lampade elettriche
per continuare a lavorare a lungo per il verso, tanto valeva chiudere
bottega e iniziare a fare i conti di fine di anno, e preparare i piani
del prossimo anno.
Ed è quello che facevano i Celti e popoli del nord, allegando le loro
promesse e suppliche agli Dei, su alberi di abete innevati in mezzo a
foreste e boschi, bruciando tronchi e festeggiando per una decina di
giorni l'anno che arrivava.
Poi quella tradizione fu passata ai romani, che smisero di festeggiare
il 21 aprile come inizio del loro anno con tutte le loro pratiche
religiose e pagane che comportavano, poiché si era in piena attività nei
campi e le giornate erano lunghe, e trasportarono per comodità il
capodanno al 1 gennaio per come lo conosciamo oggi.
Poi arrivarono i cristiani che innestarono le loro pratiche sempre su
quel periodo e il resto lo vedete ancora in giro in abeti di Natale, che
non c'entrano niente con la nascita di Cristo, addobbati con palline
colorate, e letterine di richieste e suppliche che dovrebbero salire in
cielo a Cristo, ma che in origine salivano agli Dei.
Synth Mania
2016-12-29 11:45:33 UTC
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Raw Message
Post by ivrag
È dovuta la fatto che in questo periodo, soprattutto alle grandi
latitudini del nord, le giornate erano e sono anche oggi cortissime e
fredde.
Quindi visto che faceva buio presto e non esistevano lampade elettriche
per continuare a lavorare a lungo per il verso, tanto valeva chiudere
bottega e iniziare a fare i conti di fine di anno, e preparare i piani
del prossimo anno.
Ed è quello che facevano i Celti e popoli del nord, allegando le loro
promesse e suppliche agli Dei, su alberi di abete innevati in mezzo a
foreste e boschi, bruciando tronchi e festeggiando per una decina di
giorni l'anno che arrivava.
Poi quella tradizione fu passata ai romani, che smisero di festeggiare
il 21 aprile come inizio del loro anno con tutte le loro pratiche
religiose e pagane che comportavano, poiché si era in piena attività nei
campi e le giornate erano lunghe, e trasportarono per comodità il
capodanno al 1 gennaio per come lo conosciamo oggi.
Poi arrivarono i cristiani che innestarono le loro pratiche sempre su
quel periodo e il resto lo vedete ancora in giro in abeti di Natale, che
non c'entrano niente con la nascita di Cristo, addobbati con palline
colorate, e letterine di richieste e suppliche che dovrebbero salire in
cielo a Cristo, ma che in origine salivano agli Dei.
Oddio, le letterine con le preci attaccate ai rami dell'Abete... le ho
dimenticate!...

Ecco perché mi sta andando tutto storto! I consumi d'energia elettrica che
sono improvvisamente triplicati... e poi pure mia madre che sta
schiattando probabilmente per colpa della Micardis (mentre il firmaricette
dice che c'ha solo la depressione e che l'antipertensivo non si può
sospendere perché sennò arriva il sig. Ictus)!... :-D

S.M.

* * * * *
ADPUF
2016-12-30 12:26:13 UTC
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Raw Message
Post by ivrag
Poi quella tradizione fu passata ai romani, che smisero di
festeggiare il 21 aprile come inizio del loro anno con tutte
le loro pratiche religiose e pagane che comportavano, poiché
si era in piena attività nei campi e le giornate erano
lunghe, e trasportarono per comodità il capodanno al 1
gennaio per come lo conosciamo oggi.
Mi pare di ricordare che nella Repubblica veneta l'anno
cominciasse con l'equinozio primaverile.
--
AIOE °¿°
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